Arrivare alla fine di un percorso di mediazione è un momento importante. Non sempre è facile, non sempre è rapido — ma quando arriva, porta con sé qualcosa di prezioso: la certezza di aver preso le proprie decisioni in modo consapevole, libero, nel rispetto di tutti.

Chi arriva in mediazione e perché
C’è chi arriva prima ancora che la separazione sia ufficiale, sentendo che qualcosa si sta rompendo e volendo gestirlo con intelligenza. C’è chi viene indirizzato dal proprio avvocato o dal giudice. E c’è chi arriva anche anni dopo la separazione, quando i figli crescono, le situazioni cambiano, e vecchi conflitti tornano a galla.

In tutti i casi, il percorso ha lo stesso obiettivo: ristabilire una comunicazione che funzioni, e costruire accordi che reggano nel tempo.

Cosa succede alla fine
Nella maggior parte dei casi, il percorso si conclude con un accordo. Le decisioni prese liberamente dai due genitori — sulla vita dei figli, sulla casa, sul mantenimento — vengono messe per iscritto in un documento chiaro, che può essere portato al giudice per l’omologazione, se necessario.

A volte, più raramente, succede qualcosa di inaspettato: nel lavorare insieme sul conflitto, due persone scoprono di voler riprovare a stare insieme. In questo caso la mediazione si interrompe e si passa, con professionisti diversi, a un percorso di ricostruzione della coppia.

Qualunque sia il risultato
chi ha fatto mediazione sa di aver scelto.
Non ha subito una sentenza, non ha vinto su qualcuno: ha costruito qualcosa.
Ed è questa la differenza che i figli sentiranno, anche se non sapranno mai spiegarla.

 

Copy link
Powered by Social Snap