Cos’è e a chi serve

Cos’è la Mediazione Familiare

Quando una relazione finisce, il conflitto spesso non finisce con lei. Rimangono i figli, rimangono le decisioni da prendere, rimane la necessità di continuare a parlarsi — anche quando sembra impossibile.

La Mediazione Familiare è uno strumento pensato per questo momento. Non è una terapia, non è una consulenza legale, non è un giudizio su chi ha ragione o chi ha torto. È uno spazio neutro e protetto in cui due persone possono riprendere a comunicare, guidate da un professionista terzo e imparziale, nel pieno rispetto della riservatezza.

È un percorso libero e volontario. Nessuno viene obbligato a fare mediazione. Si sceglie quando si sente che il conflitto sta diventando insostenibile, e che i propri figli meritano qualcosa di meglio di una guerra senza fine.

È autonoma dall’ambito giudiziario. Quello che viene detto in mediazione resta in mediazione. Non è un’alternativa al tribunale — può affiancarlo — ma è un luogo dove le decisioni le prendono le persone, non i giudici.


A chi serve

La mediazione familiare si rivolge a coppie — sposate o conviventi, eterosessuali o omosessuali — che stanno attraversando o hanno attraversato una separazione e hanno bisogno di trovare un modo per riorganizzare la propria vita familiare.

È utile:

  • quando la comunicazione tra i genitori è diventata impossibile o molto difficile
  • quando ci sono decisioni importanti da prendere sui figli e non si riesce a trovarsi d’accordo
  • quando si vuole evitare un contenzioso lungo e doloroso
  • anche anni dopo la separazione, quando riemergono conflitti legati alla crescita dei figli

Cosa non è la mediazione

La mediazione familiare non è adatta in tutti i casi. Non si può mediare in presenza di violenza domestica, gravi psicopatologie o situazioni in cui l’equilibrio tra le parti è fortemente compromesso. Il mediatore verifica sempre, fin dal primo incontro, se esistono le condizioni per intraprendere il percorso.

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